Nuovi criteri per la residenza e il domicilio: rischio multe salate se non si procede all’aggiornamento

Attenzione a tutte le novità in fatto di residenza e domicilio fiscale. Vi sono alcuni dettagli importanti da tenere in considerazione per non incorrere in problemi.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 19 dicembre 2023 un decreto legislativo sulla fiscalità internazionale nel quale sono state apportate una serie di importanti modifiche in materia di residenza fiscale delle persone fisiche. Prima di addentrarci nella questione ricordiamo che con residenza si fa riferimento al luogo in cui un cittadino vive mentre con domicilio fiscale ci si riferisce al luogo nel quale svolge l’attività professionale. Gli aggiornamenti di cui sopra sono entrati in vigore dal 1° gennaio 2024 pertanto è bene conoscerli.

Decreto anticipi e residenza fiscale: cosa cambia
Residenza e domicilio fiscale, il decreto che introduce molte novità (fullmagazine.it)

Entrando nel merito della residenza fiscale, l’Agenzia delle Entrate specifica che è il luogo nel quale la persona fisica ha, per almeno 183 giorni l’anno, il domicilio o la dimora abituale. Pertanto per essere considerato residente in Italia bisognerà trascorrere in tale luogo almeno 183 (o 184 giorni nel caso degli anni bisestili) l’anno. Il Decreto Anticipi strettamente legato alla Manovra 2024 contiene la novità in questione ovvero una riorganizzazione dell’assetto normativo riguardante le regole sulla residenza a fini fiscali in Italia delle persone fisiche.

Residenza fiscale e tasse, attenzione alle novità del 2024: cambia tutto

In primis verranno considerati residenti ai fini delle imposte sui redditi coloro che avranno domicilio o residenza nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo d’imposta, considerando anche le frazioni di giorno. Si presumono inoltre residenti coloro che per la maggior parte del periodo d’imposta sono iscritte nelle anagrafi della popolazione residente. Infine il Decreto sottolinea che il domicilio è considerato il luogo nel quale, in modo principale, si sviluppano rapporti familiari e personali del soggetto.

Residenza fiscale, le novità al via da gennaio
Revisionato il concetto di residenza fiscale (fullmagazine.it)

L’obiettivo della legge delega sulla riforma fiscale è quello di andare a revisionare il vero e proprio concetto di residenza fiscale allo scopo di allinearlo agli standard internazionali. E di fatto si va a sostituire quanto indicato nel comma 2 dell’articolo 2 del Testo Unico delle Imposte sui redditi, che il Presidente della Repubblica ha approvato nel 1987 con il decreto n. 917.

Oltre ad una variazione della nozione di domicilio, intesa come la principale sede di affari ed interessi resa invece il luogo in cui vengono sviluppate in via principale interessi e relazioni, l’altra variazione è per l’appunto quella che va a determinare in maniera precisa cosa sia la residenza fiscale ai fini di una corretta applicazione della tassazione.

Questo perché quando un soggetto risulta essere residente in un Paese dovrà essere sottoposto nella sua interezza al regime fiscale di riferimento e quindi tutte le sue fonti di reddito verranno tassate. Ciò non accade nel caso di soggetti non residenti in quanto la tassazione riguarda unicamente i redditi prodotti nel Paese.

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