Per avere i bonus devi avere la prima casa nel comune di lavoro e fare questa dichiarazione

Attenzione alla correlazione tra la richiesta dei bonus e l’ubicazione dell’abitazione. Occorre inoltre avere accortezza della dichiarazione da ottenere.

Molte persone sono consapevoli del fatto che acquistare la prima casa consente di ottenere alcuni benefici fiscali quali la riduzione dell’Iva al 4% qualora l’acquisto sia fatto da una società, oppure in caso di acquisto da privato la riduzione al 2% dell’imposta di registro. Si tratta di bonus legati però alla sussistenza di alcuni specifici requisiti: uno di essi prevede che la residenza o il luogo di lavoro siano ubicati nel medesimo comune nel quale l’immobile si trova.

Cambio lavoro dopo acquisto prima casa: cosa succede
Bonus su acquisto prima casa, come non perderli (fullmagazine.it)

Cosa invece accade qualora questo requisito non venga rispettato? Ad esempio la situazione lavorativa potrebbe mutare dopo l’acquisto della prima casa ed in tanti si domandano come si possa mantenere, in casi come questo, ovvero qualora il contribuente dovesse ad esempio essere trasferito prima del rogito, il bonus.

Acquisto prima casa e bonus connessi, come evitare di perderli se si cambia lavoro

Sulla questione l’Agenzia delle Entrate ha fornito una serie di importanti chiarimenti indicati nella risoluzione 53/2017. Ricordiamo che i prerequisiti da rispettare prevedono che l’immobile non sia accatastato nelle categorie ‘di lusso’ ovvero A/1, A/8 o A/9 e che il contribuente non possegga un’altra abitazione nel comune nel quale l’immobile si trova.

Bonus prima casa, la dichiarazione all'atto di acquisto
Bonus prima casa, i chiarimenti dell’agenzia delle entrate (fullmagazine.it)

Ma inoltre non deve neanche essere proprietario di una casa acquistata in precedenza con il bonus prima casa al di fuori del Comune e neanche per una quota. Ancora l’abitazione si deve trovare nel Comune nel quale l’acquirente detiene la residenza. Invece qualora sia residente in altro Comune avrà 18 mesi di tempo dall’acquisto per effettuare il trasferimento di residenza (dichiarandolo nell’atto di acquisto).

Le agevolazioni, dicevamo, prevedono l’applicazione del 2% dell’imposta di registro e, nella misura di 50 euro l’una, delle imposte ipotecaria e catastale per acquisti da privato. Oppure l’Iva del 4% e 200 euro l’una per le altre due imposte in caso di acquisto da soggetto con obbligo di fatturazione.

Il bonus spetta anche qualora l’immobile si trovi nel comune in cui l’acquirente effettua la sua attività anche a titolo gratuito oppure dove ha sede l’attività del datore di lavoro, qualora l’acquirente si sia dovuto per ragioni lavorative spostare all’estero. Qualora il contribuente non possa più svolgere quell’attività per poter mantenere i bonus dovrà entro 18 mesi dall’acquisto trasferire nel comune dell’immobile la propria residenza.

Pertanto non dovranno essere ancora trascorsi i 18 mesi dal rogito oppure non dovrà essere arrivato ancora alcun accertamento fiscale. Si potrà dunque anche rettificare la dichiarazione preparata all’atto dell’acquisto anche dopo la registrazione dell’atto stesso, a patto che le agevolazioni prima casa non siano già state disconosciute dall’Ade.

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